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Home > I Vicentini alla guida: dal dire al fare

La Provincia di Vicenza ha commissionato a LAN – Local Area Network s.r.l. una ricerca sul campo con l’obiettivo di indagare e ritrarre i comportamenti degli automobilisti vicentini ed il loro vissuto rispetto ai temi della sicurezza stradale.
L’aspetto quantitativo dell’indagine ha riguardato l’analisi delle tendenze dell’incidentalità stradale nella provincia a confronto con la regione e con l’intero territorio nazionale. L’aspetto qualitativo viceversa, si è concretizzato attraverso due direttrici distinte e complementari; da una parte, sono state poste ad un campione rappresentativo di automobilisti vicentini (oltre 1.200) una serie di domande formulate con l’obiettivo di conoscere i comportamenti, le esperienze di guida e le opinioni sui possibili interventi di prevenzione per il miglioramento della sicurezza stradale. Dall’altra, sono stati intervistati gli attori nell’ambito della mobilità (oltre 20), che a diverso titolo intervengono nella programmazione, nella gestione infrastrutturale, nell’uso e nella valutazione e controllo dei comportamenti di guida.
L’incidentalità stradale si inserisce in un contesto nazionale poco lusinghiero, che vede nel 2006 (ultimo dato disponibile) il nostro Paese al 14º posto della graduatoria europea per numero di morti in incidenti stradali per milione di abitanti (96, contro una media UE di 87), dietro a tutti i principali Paesi. L’Italia inoltre ha perso cinque posizioni rispetto al 1997, nonostante dal 2000 il numero di morti sia diminuito del 14,7%. Appare dunque pressoché impossibile che il nostro Paese, con l’attuale tendenza, possa raggiungere, o quantomeno avvicinarsi, all’obiettivo europeo di riduzione del 50% del numero di morti per incidenti stradali nel 2010.
Da tale quadro non si discosta nemmeno la provincia di Vicenza, che è impensabile possa raggiungere questo traguardo, dato che sia nel 2006 che nel 2007 (dato provvisorio) il numero di morti è aumentato, rispettivamente del 20,3% e dell’11,7%. In questo senso, emerge per la provincia berica un quadro di luci ed ombre.
Le luci emergono quando si confronta la situazione di Vicenza con quella delle altre province venete ed ai dati nazionali. Nel 2006 (ultimo anno disponibile per un confronto con gli altri contesti territoriali), la provincia di Vicenza ha avuto il minor numero di incidenti stradali per 10 mila abitanti di tutte le atre province venete, ed anche rispetto alla media nazionale (34,7 contro 40,3). Stesso risultato emerge per il numero di feriti. Per quanto riguarda poi il tasso di mortalità e di pericolosità degli incidenti stradali, Vicenza è seconda solo a Padova, ma con valori superiori alla media Italia.
Le ombre sono tutte da collegare alle tendenze del 2007, con avvisaglie comunque già percettibili nel 2006, che, qualora i dati ancora provvisori raccolti dall’Ufficio Statistica della Provincia verranno confermati, vedranno un aumento del tasso di mortalità, lesività e pericolosità degli incidenti stradali, nonostante la diminuzione del dato totale degli incidenti che raggiunge quota 600 in meno. In altri termini, gli incidenti diminuiscono ma aumenta la loro gravità.
La fase di analisi statistica dei dati è stata ulteriormente approfondita dall’indagine qualitativa ai guidatori vicentini e dalle interviste in profondità agli attori istituzionali.
Per quanto riguarda i cittadini, attraverso un questionario strutturato somministrato con metodologia CATI (indagine telefonica) è stato rilevato il comportamento di guida, la percezione del rischio al volante e le necessità di intervento sul fronte della sicurezza stradale di oltre 1.200 possessori di patente della provincia di Vicenza. La fase di rilevazione è stata condotta dal 22 settembre all’8 ottobre 2008.
I risultati del sondaggio hanno permesso di ottenere informazioni statisticamente rappresentative per tre classi d’età (18-29 anni, 30-54 anni, 55 anni ed oltre) e tre ambiti territoriali (Capoluogo e comuni limitrofi, comuni con 10 mila abitanti ed oltre, comuni con meno di 10 mila abitanti).
Il primo aspetto significativo dell’indagine, emerso sin dai primi giorni di rilevazione, è stata l’altissima partecipazione dei cittadini della provincia: circa il 70% delle persone contattate si è reso infatti disponibile a rispondere al questionario. Se si considera che il tasso medio di risposta ad indagini di questo tipo è del 45-50%, appare chiaro il vivo interesse dei cittadini per questo tipo di iniziative.
I risultati del sondaggio hanno fornito poi un interessante spaccato del comportamento di guida dei vicentini, per certi versi preoccupante, estremamente diversificato rispetto all’età dei soggetti. I dati medi, non sempre negativi, vengono quasi sempre disattesi dai guidatori con meno di trent’anni, che risultano molto distratti alla guida, abituati a commettere infrazioni, anche non sanzionate, al codice della strada (in particolar modo, l’eccesso di velocità) e con una percezione del rischio alla guida molto più bassa dei guidatori più esperti, testimoniando quindi la necessità di azioni forti per una maggiore sensibilizzazione alla guida sicura soprattutto in questo target d’età.
Le interviste ai soggetti istituzionali sul territorio quali Scuola, Autoscuole, ACI, ASL e Forze dell’Ordine, hanno consentito di andare ancora in maggiore profondità, confermando ciò che è emerso dall’indagine campionaria ed arrivando al nocciolo delle questioni che riguardano la sicurezza stradale, alcune delle quali possono essere riassunte da queste frasi:
“Educare, fin da piccoli. L’esempio deve iniziare dalla famiglia e proseguire nelle scuole per spiegare la sicurezza stradale. È un investimento a lungo termine, ma bisogna pur iniziare.”
“L’esame di guida è forse più sentito dell’esame di maturità. Essere bocciati all’esame di guida è sentito un po’ come una vergogna. Un esame della patente più severo dovrebbe comprendere la guida notturna e in autostrada. La cosa è di difficile realizzazione a causa dei costi elevatissimi che richiederebbe. L’esame comunque oggi è piuttosto articolato e potrei definirlo come un buon esame.”
“Il 17% degli incidenti in cui noi siamo intervenuti (circa un migliaio all’anno) è provocato dalla guida in stato di ebbrezza. Circa il 50% di questi incidenti hanno un conducente compreso in una fascia di età tra i 18 e 30 anni.”
“La vera deterrenza è il sano timore di prendere una sanzione. Ma la situazione è drammatica per la delegittimazione dei controlli tecnici.”